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URBINO & RAFFAELLO

12 Gen 2020

Confermato
€ 64 € 58 se prenoti entro il 12-12

Visita della città, della Galleria Nazionale e le 2 mostre

Urbino, l'antica capitale del ducato montefeltresco fu uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui ancora oggi conserva appieno l'eredità architettonica. Urbino è una delle maggiori mete del turismo artistico nazionale, per la sua storia e per i tanti monumenti e opere d'arte in essa contenuti. Il centro storico di Urbino, riconosciuto nel 1998 patrimonio mondiale UNESCO, ha un'estensione di poco più di un chilometro quadrato ed è racchiuso tra mura bastionate e interamente costruito in mattoni cotti. Di forma romboidale allungata, il centro è diviso da due assi viari principali e quasi perpendicolari tra di loro (Via Mazzini e Via Cesare Battisti per un verso Via Raffaello e Via Veneto dall'altro), che si incontrano nella piazza principale: Piazza della Repubblica, oggi considerata come il punto preferito di ritrovo di tutti gli Urbinati. Ciò che colpisce del disegno urbanistico di Urbino è però la fitta trama urbanistica nella quale si snodano stradine, saliscendi improvvisi e vicoli e scalinate e sottopassi, palazzi e chiese che formano, grazie anche al paesaggio, una scenografia realmente deliziosa.
Tra le strutture di maggiore interesse abbiamo:  la Cattedrale (Duomo), la chiesa principale della città che si è mantenuta della grandezza simile alla precedente cattedrale rinascimentale, demolita dal terremoto del 1789, e ricostruita in gusto neoclassico ( chiusa per restauro); la Chiesa di S. Francesco, in stile romanico-gotico, risale alla seconda metà del XIV secolo considerata come il Pantheon di Urbino poiché accoglie le spoglie di numerosi personaggi illustri; gli Oratori di San Giovanni e San Giuseppe nel quartiere medievale che custodiscono due gioielli della città: nell'Oratorio di San Giovanni in particolare è conservato un ciclo di affreschi del primo Quattrocento, eseguito dai fratelli Salimbeni di Sanseverino, testimoni eccellenti del "gotico internazionale";  infine il monumento più importante e imponente della città il Palazzo Ducale che definirlo solo un “palazzo” è assolutamente riduttivo: è una piccola città fortificata voluta da Federico da Montefeltro e fatta costruire a partire dal 1444. Colto e raffinato, Federico desiderava che il Palazzo Ducale di Urbino superasse per bellezza tutte le altre residenze principesche d’Italia. Non era solo un modo di autocelebrare la propria potenza: voleva trasformare Urbino nella “Città ideale” di cui il Palazzo doveva essere l’espressione più elevata. Inoltre, amava gli artisti e voleva un luogo dove ospitarli e farli lavorare. La costruzione vide impegnati diversi architetti per più di 30 anni. Le due testimonianze più belle di questa trentennale opera sono la “Facciata dei torricini“, forse il punto più fotografato di Urbino e “Lo studiolo” definito giustamente uno “scrigno di bellezza, di raffinatezza, di prospettiva…“. Oggi il Palazzo Ducale ospita la Galleria Nazionale delle Marche con opere di Raffaello, Tiziano e Piero della Francesca:  all'interno delle sale finora recuperate del palazzo al primo e secondo piano, per un totale di circa 80 ambienti, è possibile ammirare dipinti su tavola e su tela, affreschi, sculture in pietra e in terracotta, sculture lignee policrome e dorate, legni intarsiati, mobili, arazzi, disegni e incisioni esposte  (tutte opere situabili cronologicamente tra il Trecento e il Seicento).
Urbino ancor più che per le sue bellezze è conosciuta in tutto il mondo per aver dato i natali a Raffaello, uno dei grandi e celebri artisti del Rinascimento. La Casa natale di Raffaello anche se ospita solo poche opere originali del grande pittore urbinate, quasi tutte giovanili, merita una visita perché la storia dell’arte è passata da qui. Situata nel quartiere artigiano, in questa casa Raffaello Sanzio nacque il 28 marzo 1483 e passò la sua infanzia formandosi nella bottega del padre, artista alla corte di Federico da Montefeltro insieme ad altri che lo avvicinarono ai venti nuovi che sul mutare del secolo, tra Quattro e Cinquecento, rivoluzionarono l’arte in Italia e in Europa. Il genio di Raffaello trovò ad Urbino quell’ “ambiente di coltura e cultura” che gli consentì di diventare quello che è stato.
Nel pomeriggio ci addentreremo in questo "ambiente" visitando l'importante mostra "Raffaello e gli amici di Urbino" promossa ed organizzata dalla Galleria Nazionale delle Marche  e avremo modo di ammirare anche le 147 maioliche della mostra "Raphael Ware. I colori del Rinascimento", un vero tripudio d'arte e di bellezza!

Chi arrivi a Urbino ignaro e della sua storia e della sua importanza si trova di fronte a una sorpresa straordinaria, anzi a un miracolo. Nel giuoco delle colline che sopportano le strade d'accesso ecco che appare un palazzo fatato che il tempo non ha sfregiato né intaccato. È un salto indietro nel tempo, un tuffo nella purezza e nella libertà dello spirito. (Carlo Bo)
 
PROGRAMMA DA CONFERMARE
 
  8:30 partenza dal piazzale antistante l'agenzia (Rimini - Piazzale Caduti di Cefalonia)
10:00 arrivo previsto a Urbino
Visita guidata del centro storico della città con ingresso alla Casa di Raffaello e all'Oratorio di San Giovanni

12:30 pranzo libero  
14:30 incontro con la guida  e presentazione di Federico e famiglia e visita delle varie stanze della Galleria (appartamento della Iole, degli Ospiti, appartamento di Federico e studiolo, ecc) a seguire visita della mostra di "Raffaello e gli amici di Urbino" e una presentazione della mostra Raphael Ware che, al termine del percorso guidato, visiteremo autonomamente.
18:00  fine visita e partenza per rientro a Rimini
20:00 arrivo previsto al piazzale antistante l'agenzia 

RAFFAELLO E GLI AMICI DI URBINO
La mostra “Indaga e racconta, per la prima volta in modo così compiuto", anticipa il Direttore Aufreiter, "il mondo delle relazioni di Raffaello con un gruppo di artisti operosi a Urbino che accompagnarono, in dialogo ma da posizioni e con stature diverse, la sua transizione verso la maniera moderna e i suoi sviluppi stilistici durante la memorabile stagione romana”.
Fondamentale il ruolo giocato dagli umbri Perugino e Luca Signorelli nella formazione e nel primo tratto dell’attività di Raffaello e in parallelo dei più maturi concittadini Girolamo Genga   e Timoteo Viti, artisti che ebbero a intersecarsi con il periodo fiorentino e con i primi tempi della presenza romana di Raffaello.
“È muovendo dal retroterra comune, dalle esperienze condivise, e dal confronto con le differenti reazioni di fronte ad analoghe sollecitazioni di cultura figurativa, che meglio risalta l’eccezionale ‘stacco’ compiuto dal giovane Raffaello, e che si intendono caratteri e limiti del percorso degli artisti urbinati contemporanei a lui in quel momento più legati,” sottolineano le Curatrici della mostra.
“Nella nuova dimensione di scuola assunta dal lavoro di Raffaello durante il pontificato di Leone X stanno le premesse per i successivi svolgimenti della pittura moderna nel ducato urbinate, con l’emergere della personalità di Raffaellino del Colle dalla costola di Giulio Romano e soprattutto con il commovente omaggio ai modelli formali e decorativi raffaelleschi tentato da Genga all’indomani della morte di Raffaello ma in piena continuità e contiguità con il suo magistero”.
“La mostra è dunque – ribadiscono le Curatrici – un’occasione di misurare, in un contesto specifico di estrema rilevanza quale quello urbinate e nelle sue tappe maggiori, la grande trasformazione che coinvolse la cultura figurativa italiana nel passaggio tra il Quattro e il Cinquecento. A queste scansioni corrispondono, nella riflessione storiografica costruita da Vasari e fatta propria dagli studi successivi, il momento iniziale dell’adesione dei pittori della fine del secolo XV alle prime novità introdotte da Leonardo, ovvero alla adozione di quella “dolcezza ne’ colori unita, che cominciò ad usare nelle cose sue il Francia bolognese, e Pietro Perugino; et i popoli nel vederla corsero, come matti a questa bellezza nuova e più viva, parendo loro assolutamente che e’ non si potesse già mai far meglio”.

RAPHAEL WARE. I COLORI DEL RINASCIMENTO  
Atttraverso le 147 maioliche, la rassegna Raphael ware, curata da Timothy Wilson e Claudio Paolinelli, intende evidenziare come l’epoca rinascimentale italiana abbia influenzato ogni forma artistica, compresa appunto la maiolica, che esprime pienamente la ricerca estetica e il clima culturale dell’Italia tra Quattrocento e Cinquecento.
Dal Seicento, la maiolica cinquecentesca italiana è stata molto ricercata dai collezionisti e a quella istoriata è stato associato il nome di Raffaello: in inglese Raphael ware, che è anche il titolo scelto per l’esposizione. La città di Urbino era nota per la maiolica istoriata; seguendo il gusto rinascimentale per la decorazione figurata, tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, i pittori di maiolica ricoprivano i loro oggetti con istorie di ogni tipo, invenzioni originali degli stessi ceramisti o ispirate da incisioni e xilografie. Tra i più grandi artisti della maiolica italiana che si formarono dal genio raffaellesco si annoverano Nicola da Urbino, Francesco Xanto Avelli e Francesco Durantino. Le maioliche in mostra sono pezzi raffinati e straordinari che hanno mantenuto i colori originali.
La Quota Comprende
Pullman Privato GTPullman Privato GT
N. 2 visite guidateN. 2 visite guidate
N. Servizi 2N. Servizi 2
Ingresso MostreIngresso Mostre
N. 2 Ingressi MonumentiN. 2 Ingressi Monumenti
Assistenza CiakAssistenza Ciak
Quota d'IscrizioneQuota d'Iscrizione
Ass. Medico BagaglioAss. Medico Bagaglio
Tasse, Park, ZTL, ecc.Tasse, Park, ZTL, ecc.
La Quota NON Comprende
  • Tutto quanto non indicato nella quota comprende

Informazioni utili

  • E’ possibile partire su richiesta di almeno 2 partecipanti da Rimini Nord e altri due caselli lungo il percorso autostradale

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